La pesca nel porto é da sempre per i pescatori un ottima opportunità per praticare quelle tecniche che impiegano lenze leggere, il motivo è semplice, all'interno del porto c'è sempre qualche pesce che gironzola per mangiare o per cacciare (spigole). I punti migliori variano molto in funzione della profondità dell'acqua e dalle attività che vengono svolte nel porto stesso. A parte casi particolari la profondità dell'acqua deve essere almeno di 3 mt. e la presenza di corrente non deve rendere impossibile la pasturazione. Le zone più promettenti sono quelle dove c'è una pasturazione naturale (pescherecci),e anche qualche scarico di acqua sia bianca che nera. Le varie uscite in uno stesso luogo sicuramente aiutano a trovare postazioni dove le catture sono più numerose, è evidente che non sempre si riesce a capire quale posto è il migliore alla prima uscita, importante è non rimanere immobili sia come postazione sia con il tipo di lenza utilizzata. Scegliere una postazione e iniziare a pescare con la lenza che riteniamo più redditizia, se i risultati non vengono proviamo delle varianti, un terminale più fino un amo più piccolo alzare l'esca dal fondo appoggiamola al fondo tutte prove che possono cambiare l'esito di una uscita. Le specie che si possono trovare nel porto che meritano il nostro la nostra attenzione vedono in prima fila la Spigola, l'Orata, il Sarago e la Marmora. Ognuna di queste specie fa variare la nostra lenza. La Spigola è amante della lenza leggera perciò terminale lungo, amo piccolo, distanza dei pallini (spallinata) progressiva più vicini in alto più distanti in basso (fig.1). La lenza per l'Orata il Sarago è più raggruppata spallinata con pallini poco più grandi ed equi distanti terminale ed amo più robusti (fig 2). la Marmora predilige la lenza appoggiata a terra di conseguenza la leggerezza è garantita dal peso tipico dei tappi usati.
La pesca in mare dalle scogliere apre la possibilità di catturare moltissime specie di pesci, sia artificiali che naturali sono frequentate da pesci di piccola taglia fino ad arrivare a pesci che sicuramente non sono insidiabili con attrezzature leggere. Svariate volte è capitato di agganciare un pesce e subito quest'ultimo è stato addentato da un'altro pesce, e il proverbio pesce grande mangia pesce piccolo è stato rispettato. Fare una rassegna di tutti i pesci insidiabili è sicuramente un compito arduo, però le tecniche di pesca con lenza leggera non sono poi così tante, o meglio quelle che pratico sono concentrate alla cattura di specifiche specie di pesci (spigole). Spesso l'azione di pesca è in certo luogo può essere portata con una tecnica perché quella tecnica nel tempo è stata quella che ha dato più risultati, ma allo stesso tempo può essere scelta perché in quel luogo permette di pescare nella maggior parte di situazioni meteo/marine, per ciò scegliere una tecnica al posto di un altra è molto importante specialmente se la scelta può diminuire i tempi morti, cioè come facilmente comprensibile più l'esca sta in acqua più possibilità ci sono di agganciare qualcosa. Un esempio se peschiamo ad una distanza intorno ai 7 mt. sarà sicuramente più pratico pescare con una bolognese da 7 mt. che con una inglese, questo perché con la bolognese non dobbiamo lanciare e se dobbiamo arrivare a profondità superiori alla lunghezza della canna con l'inglese dobbiamo pescare scorrevole. Le cose cambiano se l'azione di pesca si svolge su distanze che con la bolognese sono proibitive, sia per il lancio sia per il vento che con la sua presenza rende questa pesca difficile se non impossibile, ed è proprio la pesca all'inglese che risolve questi problemi. Naturalmente pescando dalle scogliere è molto più facile che le condizioni richiedano l'uso di lenze più pesanti rispetto alla pesca nei porti, in particolare se si pesca sulle punte esposte a mare aperto, per questo dobbiamo mettere in conto il cambiamento di lenza che se necessario ci garantirà una corretta e più redditizia azione di pesca. Per andare sul pratico, all'Argentario ci sono molti luoghi che ben si prestano alla pesca dalla scogliera, sia per le particolari condizioni di esposizione sia per le caratteristiche della zona, nel 90% dei casi la pesca all'inglese ( +2) ci garantisce un buon compromesso tra leggerezza e entrata in pesca però la presenza del vento e avvolte la forza del mare ci costringono ad abbandonare per impraticabilità. Gli stessi posti in alcuni casi si prestano all'uso della bolognese proprio quando la calma di vento e del mare é massima.
Spigole a spinning di Andrea Fusignani e Gionata Paolicchi
Un obbiettivo di questa stagione invernale per molti lanciatori è la spigola. Questo nobile predatore compie le sue scorribande avvicinandosi alla costa proprio in questi periodi, per approfittare della minutaglia che si avvicina alle acque costiere. I punti in cui la possiamo trovare molto facilmente sono le foci, i porti e le spiaggia.
In foce Nelle foci le spigole trovano un habitat ideale, in quanto il rimescolamento di acque dolci e salate, apporta un grossa quantità di nutrimento che attira il pesce foraggio, e a sua volta viene predato, non solo dalle spigole, ma spesso anche da pesci serra e leccie amia. Un altro motivo per cui ritroviamo le spigole nelle foci, è il fatto che sono l’habitat ideale delle ceche, ovvero le piccole anguille che dopo essere migrate dal Mar dei Sargassi alle foci, vi completano la metamorfosi in adulti, per poi ricompiere il cammino una volta adulti e riprodursi. La ceca è infatti una delle prede preferite della spigola, e spesso questa risale anche per molti chilometri in acqua dolce per predarle.
Dalla spiaggia Nelle spiagge invece la spigola entra in caccia durante le mareggiate e soprattutto durante le scadute, rimanendo nel cavo dell’onda, e sferrando le cacciate ai malcapitati organismi che o vengono sballottati dalla corrente, oppure entrano in pastura per il rimescolamento del fondo.
Nei porti Altro spot da non sottovalutare sono i porti, dove questi predatori entrano in caccia soprattutto di gamberetti e pesci che trovano rifugio nelle sue acque. Bene distinti i nostri tre punti di “caccia”, passiamo a prendere in esame tutti e tre dal punto di vista piscatorio, ovvero attrezzature, approcci e condizioni migliori. Tecniche di pesca Partiamo con la foce, luogo magico. Il tratto in questione può essere battuto all’alba o dal tramonto fino a notte inoltrate, avendo cura di scegliere i momenti di alta marea, quando la presenza del serranide è sicura. Consiglio una canna sugli 8 piedi, due metri e quaranta circa, che lanci esche fino a 30 gr. L’abbineremo ad un buon mulinello di taglia 2500-3000 caricato con dell’ottimo nylon dello 0.30 di diametro, oppure con del tracciato da 15-20 lbs. Come artificiali, i più catturanti sono risultati gli snodati in più sezioni (ottimo il Pinocchietto), appunto perché imitano una piccola anguillina, ma anche ottimi i Rapala Jointed, sia affondanti che galleggianti, nei colori, nero/bianco, blu/bianco, testa rossa e arancione. Ottimi anche gli ondulanti Abu Toby da 10 gr. argentati, i minnow da 11 a cm imitanti pesci foraggio. Lanciamo a raggiera fino a coprire il tratto di foce in prossimità del rimescolamento delle acque, perché solitamente è lì che la spigola ha la sua zona di caccia, e recuperiamo con moderata velocità, aggiungendo delle jerkatine per dare l’idea di un pesce in difficoltà, che spancia. A completamento di questa attrezzatura un buon paio di waders in neoprene, una torcia in testa e un guadino a manico corto, per poterci muovere in sicurezza, e un consiglio, andate sempre in coppia, perché in foce può capitare di tutto. Bene e ora spostiamoci nelle spiagge. Qui il nostro approccio cambia, dobbiamo eseguire lanci più lunghi, recuperi più veloci, e camminare molto.
La condizione migliore in cui può lavorare la spiaggia è la scaduta. La spigola come dicevamo prima ama intrattenersi nel cavo dell’onda per predare, ed è lì che dobbiamo indirizzare i nostri lanci. Qui più che in foce diventano indispensabili i waders, e l’uso di canne lunghe. Spesso infatti la zona calda si trova a molti metri lontani dalla riva, e il fatto di avere canne lunghe da associarsi col fatto che possiamo entrare in acqua ci aiuta non poco. Come canne qui si sale sia come potenza (non è raro incrociare anche leccie e serra), che come lunghezza, direi che un buon compromesso lo troviamo in una 9’ che lanci fino a 40 gr. Abbiniamola ad un buon mulinello taglia 3000-4000 caricato con della treccia da 20 lbs o nylon dello 0.30. Artificiali pesanti, pencil poppers, walking the dog, minnows da 13 a 15 cm, lanci nell’onda e recuperi veloci fatti di tante jerkate. Per gli artificiali di superficie recuperiamo e facciamogli fare più rumore possibile, spruzzi, scarti laterali saranno l’arma vincente. Indispensabile in questa situazione l’uso del Boga Grip o di un guadino, perché spesso in queste condizioni entrano anche i mostri, ovvero spigole dai 5 kg in su, che quando arrivano a riva sono tutt’altro che calme!!!!
E ora passiamo ad analizzare le acque calme del porto, dove la spigola entra per predare piccoli pesciolini e gamberi. E qui è, secondo me, uno dei posti più difficili, soprattutto perché le spigole sono molto spaventate e le ritroviamo nelle zone buie e sotto le barche. Qui servono lanci precisi e recuperi non troppo veloci, intervallati da brevissime pause e scarti laterali, in modo da simulare un pesciolino ferito, che si è accorto del pericolo e tenta di salvarsi. Anche qui una buona canna sugli 8’ che possa lanciare 20 gr. ci aiuta a gestire bene la preda, lanciare con precisione, e soprattutto abbiamo la possibilità di stare lontani qualche metro dalla banchina per non insospettire il pesce con la nostra presenza. Mulinelli di taglia 2500 e un buon nylon del diametro dello 0.25. Qui la scelta degli artificiali cambia molto rispetto agli altri due ambienti, e sono da preferire le piccole imitazioni che assomiglino al pesce foraggio, quindi penso a cefaletti, latterini, ecc… Ma ottime anche le colorazioni perlate e nere pancia rossa, e da segnalare anche i testa rossa, soprattutto il nuovo Princess della Yamashita Maria, che ha la particolarità di avere una pancia che a contatto con la luce si illumina mantenendo una scia luminosa e imitando grosso modo alcuni gamberi, i cui occhi di notte si illuminano.
Come dicevo prima lanciamo nella zona di buio del porto, è li che la spigola sferra i suoi attacchi, oppure con un lancio preciso sotto le barche ancorate, ottimi spot per il serranide. Un ultimo consiglio, spesso capitano serate di calma piatta, mentre ne possono capitare altre in cui faremo vere e proprie mattanze, soprattutto con esemplari di piccola taglia. Io consiglio sempre di rilasciare almeno gli esemplari giovanili, con ancora le macchiette sul corpo, anche in pezzature grosse, perché ricordiamoci che una spigola con ancora queste macchiette, non si è riprodotta, e quindi togliamo dal mare un futuro riproduttore, che potrà permetterci in futuro di avere altri avversari da sfidare.
La tecnica della tremarella, cioè quella che abitualmente si usa nella pesca della trotalago, consiste nel lanciare la nostra esca e recuperarla gestendone il movimento, sostanzialmente attraverso due azioni:
controllare la profondità a cui viaggia la nostra esca mediante la variazione della velocità di recupero del filo.
infondere all’esca un movimento sussultorio più o meno accentuato (simile appunto ad un tremolìo, da qui il termine tremarella) volto ad indurre la mangianza delle trote.
La canna adeguata per questa tecnica deve quindi combinare due caratteristiche tra loro apparentemente in contrasto: la potenza e la sensibilità; poiché sarebbe utopico pensare di poter trovare entrambe le caratteristiche in un solo attrezzo (d’altronde potenza e sensibilità sono inversamente collegate tra di loro, all’aumentare dell’una diminuisce il valore dell’altra), le case produttrici sono solite “dividere” una canna da trota lago in dieci modelli, in modo da fornire canne votate maggiormente alla potenza oppure canne ultrasensibili, lasciando in questo modo che sia il pescatore a scegliere quale canna sia adatta per le sue esigenze. Solitamente 3 modelli sono riservati alla pesca con vetrino e 7 alla pesca con la bombarda; ciascun modello è identificato da una sigla che rappresenta la sua “carta d’identità”, ci dice infatti che tipo di canna ci troviamo in mano e, conseguentemente, per quale scopo potrà essere utilizzata al meglio.
Canna da vetrino Sono canne lunghe solitamente 3,90 metri, adatte alla pesca su breve distanza (quindi in laghi medio - piccoli), in cui prevale la sensibilità sulla potenza. Sono infatti in grado di lanciare piombi di dimensioni e peso ridotti, ma data la loro estrema morbidezza sono in grado di trasmettere al massimo il movimento della tremarella all’esca e di “sentire” le tocche, anche le più piccole, durante le fasi dell’abboccata. La serie si compone di tre modelli:
39 UL → Ultra Light, è la canna più morbida di tutte, può lanciare piombini di 1-2 grammi
39 L → Light, ha azione intermedia, lancia piombini da 3 a 5 grammi
39 ML → Medium Light, è la più potente delle tre, può gestire recuperi con piombini da 5 a 10 grammi
Canna da bombarda
Sono canne lunghe dai 4,20 ai 4,50 metri, in cui la sensibilità è ancora ottima ma non esasperata come sulle canne da piombino, a favore di una potenza via via maggiore; sono in grado perciò di gestire zavorre più importanti, adatte per la pesca su lunga distanza, nei laghi medio – grandi e grandi. Nella scelta della canna da bombarda va considerata l’azione della pressione dell’acqua su zavorre abbastanza voluminose (come appunto le bombarde); la stessa canna quindi gestirà in maniera ottimale bombarde di peso diverso a seconda della profondità della nostra azione di pesca. La serie si compone di sette modelli:
42 L → Light, è la canna più morbida della serie, particolarmente adatta nella pesca a galla con bombarde di 6-10 grammi
42 ML → Medium Light, lavora al top con 10 – 15 grammi in superficie, e al 10 grammi in profondità
42 M → Medium, gestisce 15 – 20 grammi nella pesca a galla, 15 grammi in profondità
43 MH → Medium Heavy, 20 – 25 grammi in superficie, 20 in profondità
45 LD → Long Distance, da questa canna in poi è molto prevalente la potenza sulla sensibilità; può lanciare ottimamente zavorre con 30 grammi di peso
45 HLD → Hard Long Distance, può lanciare 35 – 40 grammi
45 HHLD → Hard Hard Long Distance, può lanciare fino a 45 – 50 grammi di peso
Quale canna scegliere? Innanzitutto dobbiamo dare la priorità alle nostre esigenze, e scegliere di conseguenza, e poi a meno di possedere un portafogli smisurato e quindi di poterle comprare tutte, un buon pescatore può limitare il suo parco canne a due attrezzi: una canna per il piombino (magari la 39 L, può gestire al meglio situazioni intermedie e quindi ci consente di stare in pesca con diversi tipi di piombi) e una canna da bombarda (preferenzialmente la 42 ML, a meno che non siate soliti frequentare laghi di enormi dimensioni).
La tecnica della tremarella, cioè quella che abitualmente si usa nella pesca della trotalago, consiste nel lanciare la nostra esca e recuperarla gestendone il movimento, sostanzialmente attraverso due azioni:
controllare la profondità a cui viaggia la nostra esca mediante la variazione della velocità di recupero del filo.
infondere all’esca un movimento sussultorio più o meno accentuato (simile appunto ad un tremolìo, da qui il termine tremarella) volto ad indurre la mangianza delle trote.
La canna adeguata per questa tecnicadeve quindi combinare due caratteristiche tra loro apparentemente in contrasto: la potenza e la sensibilità; poiché sarebbe utopico pensare di poter trovare entrambe le caratteristiche in un solo attrezzo (d’altronde potenza e sensibilità sono inversamente collegate tra di loro, all’aumentare dell’una diminuisce il valore dell’altra), le case produttrici sono solite “dividere” una canna da trota lago in dieci modelli, in modo da fornire canne votate maggiormente alla potenza oppure canne ultrasensibili, lasciando in questo modo che sia il pescatore a scegliere quale canna sia adatta per le sue esigenze. Solitamente 3 modelli sono riservati alla pesca con vetrino e 7 alla pesca con la bombarda; ciascun modello è identificato da una sigla che rappresenta la sua “carta d’identità”, ci dice infatti che tipo di canna ci troviamo in mano e, conseguentemente, per quale scopo potrà essere utilizzata al meglio.
Canna da vetrino Sono canne lunghe solitamente 3,90 metri, adatte alla pesca su breve distanza (quindi in laghi medio - piccoli), in cui prevale la sensibilità sulla potenza. Sono infatti in grado di lanciare piombi di dimensioni e peso ridotti, ma data la loro estrema morbidezza sono in grado di trasmettere al massimo il movimento della tremarella all’esca e di “sentire” le tocche, anche le più piccole, durante le fasi dell’abboccata. La serie si compone di tre modelli:
39 UL → Ultra Light, è la canna più morbida di tutte, può lanciare piombini di 1-2 grammi
39 L → Light, ha azione intermedia, lancia piombini da 3 a 5 grammi
39 ML → Medium Light, è la più potente delle tre, può gestire recuperi con piombini da 5 a 10 grammi
Canna da bombarda
Sono canne lunghe dai 4,20 ai 4,50 metri, in cui la sensibilità è ancora ottima ma non esasperata come sulle canne da piombino, a favore di una potenza via via maggiore; sono in grado perciò di gestire zavorre più importanti, adatte per la pesca su lunga distanza, nei laghi medio – grandi e grandi. Nella scelta della canna da bombarda va considerata l’azione della pressione dell’acqua su zavorre abbastanza voluminose (come appunto le bombarde); la stessa canna quindi gestirà in maniera ottimale bombarde di peso diverso a seconda della profondità della nostra azione di pesca. La serie si compone di sette modelli:
42 L → Light, è la canna più morbida della serie, particolarmente adatta nella pesca a galla con bombarde di 6-10 grammi
42 ML → Medium Light, lavora al top con 10 – 15 grammi in superficie, e al 10 grammi in profondità
42 M → Medium, gestisce 15 – 20 grammi nella pesca a galla, 15 grammi in profondità
43 MH → Medium Heavy, 20 – 25 grammi in superficie, 20 in profondità
45 LD → Long Distance, da questa canna in poi è molto prevalente la potenza sulla sensibilità; può lanciare ottimamente zavorre con 30 grammi di peso
45 HLD → Hard Long Distance, può lanciare 35 – 40 grammi
45 HHLD → Hard Hard Long Distance, può lanciare fino a 45 – 50 grammi di peso
Quale canna scegliere? Innanzitutto dobbiamo dare la priorità alle nostre esigenze, e scegliere di conseguenza, e poi a meno di possedere un portafogli smisurato e quindi di poterle comprare tutte, un buon pescatore può limitare il suo parco canne a due attrezzi: una canna per il piombino (magari la 39 L, può gestire al meglio situazioni intermedie e quindi ci consente di stare in pesca con diversi tipi di piombi) e una canna da bombarda (preferenzialmente la 42 ML, a meno che non siate soliti frequentare laghi di enormi dimensioni).
Un classico della pesca in mare e non solo è la montatura con il piombo scorrevole. Per molti ritenuto il più elegante ed efficace modo di pescare, la costruzione di questo tipo di lenza deve fare parte del bagaglio base di ogni buon pescatore. Più sensibile alle toccate ma anche meno consigliata in regime di mare grosso, la montatura a piombo scorrevole ammette, nella versione classica, l’uso di un solo terminale, spesso e comunemente armato con ami di media grandezza pronti ad accogliere inneschi importanti. Anche nella disciplina del surf casting questo particolare tipo lenza trova larghi consensi ed è per questo che ci apprestiamo a descriverne le fasi e gli elementi che la compongono. Come si prepara
Clicca sull'immagine per ingrandirla
SHOCK LEADER La scelta dello shock leader è il primo passo verso una buona costruzione. Ciò che consiglio è un multifibre ( e non un trecciato che scava con più celerità i nostri anelli SIC ) con un diametro di almeno 0.25mm in grado si sostenere circa 17.5 Kg. Con un diametro di questo calibro potrete così mettere al sicuro i vostri lanci anche con piombi di una certa grammatura, ( 150-170 gr ). Non è indispensabile avvolgere sul mulinello troppe spire di questo preziosissimo e costosissimo materiale, basterà assicurarsi che una volta pronti al lancio, con la lenza stesa a terra pronta per partire, ve ne rimangano ancora almeno due o tre spire sul mulinello; inbobbinate quindi circa due volte la lunghezza della vostra canna sul mulinello.
GIRELLA AD OCCHIELLO ROMBOIDALE
TRAVE Il trave è costituito generalmente da un monofilo in nylon ( fluorocarbon se possibile ) di spessore 0.50mm e lunghezza di circa 100cm. N.B. per completezza bisognerebbe dire che alcuni preferiscono infilare il piombo scorrevole direttamente sullo shock leader in multifibra oppure nel caso più comune sostituire il multifibra con un monofilo di 0.50 mm ed a questo fargli assolvere sia la funzione di shock leader che di trave andando ad infilare il piombo direttamente su questo.
PIOMBO Ovviamente scorrevole di forma e grammatura a secondo delle condizioni e delle potenzialità della canna. La montatura così proposta può sostenere un piombo di medio alta grammatura 150gr.
GIRELLA AD OCCHIELLO ROMBOIDALE
MOSCHETTONE In realtà il moschettone potrebbe essere evitato ricorrendo all’uso della cappiola sul terminale
TERMINALE Fluorocarbon di diametro variabile da 0.22 a 0.26-28 mm in base a quello che sia ha intenzione sia di innescare che di pescare con una lunghezza 50-70 cm con amo aberdin n°6 o beak n°4.