More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  sanpei il pescatorePhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

sanpei il pescatore

TENICHE DI PESCA
Updated 5/4/2007
Updated 2/17/2008
Updated 2/11/2007
View space
Francesco
View space
silvia
View space
MariaStella
View space
rosaria
View space
Alex
View space
silvia
View space
Peppe
View space
cristina
View space
JEMOT 25
View space
bora974
View space
francesco 46
View space
(no name)
View space
uragano
View space
Maria
View space
MEVI - GRU & CARRELLI TELESCOPICI
View space
eMY2912
View space
cristina
View space
Elisabetta

February 07

pesca dai porti

 

                      pesca nei porti

La pesca nel porto é da sempre per i pescatori un ottima opportunità per praticare quelle tecniche che impiegano lenze leggere, il motivo è semplice, all'interno del porto c'è sempre qualche pesce che gironzola per mangiare o per cacciare (spigole). I punti migliori variano molto in funzione della profondità dell'acqua e dalle attività che vengono svolte nel porto stesso. A parte casi particolari la profondità dell'acqua deve essere almeno di 3 mt. e la presenza di corrente non deve rendere impossibile la pasturazione. Le zone più promettenti sono quelle dove c'è una pasturazione naturale (pescherecci),e anche qualche scarico di acqua sia bianca che nera.
Le varie uscite in uno stesso luogo sicuramente aiutano a trovare postazioni dove le catture sono più numerose, è evidente che non sempre si riesce a capire quale posto è il migliore alla prima uscita, importante è non rimanere immobili sia come postazione sia con il tipo di lenza utilizzata. 
Scegliere una postazione e iniziare a pescare con la lenza che riteniamo più redditizia, se i risultati non vengono proviamo delle varianti, un terminale più fino un amo più piccolo alzare l'esca dal fondo appoggiamola al fondo tutte prove che possono cambiare l'esito di una uscita.
Le specie che si possono trovare nel porto che meritano il nostro la nostra attenzione vedono in prima fila la Spigola, l'Orata, il Sarago e la Marmora. Ognuna di queste specie fa variare la nostra lenza. La Spigola è amante della lenza leggera perciò terminale lungo, amo piccolo, distanza dei pallini (spallinata) progressiva più vicini in alto più distanti in basso (fig.1). La lenza per l'Orata il Sarago è più raggruppata spallinata con pallini poco più grandi ed equi distanti terminale ed amo più robusti (fig 2). la Marmora predilige la lenza appoggiata a terra di conseguenza la leggerezza è garantita dal peso tipico dei tappi usati.

inpariamo a fare inodi

 inpariamo afare nodi foto

pesac dala scogliera

 sanpei e PESCA IN MARE DALLE SCOGLIERE

 

La pesca in mare dalle scogliere apre la possibilità di catturare moltissime specie di pesci, sia artificiali che naturali sono frequentate da pesci di piccola taglia fino ad arrivare a pesci che sicuramente non sono insidiabili con attrezzature leggere. Svariate volte è capitato di agganciare un pesce e subito quest'ultimo è stato addentato da un'altro pesce, e il proverbio pesce grande mangia pesce piccolo è stato rispettato.
Fare una rassegna di tutti i pesci insidiabili è sicuramente un compito arduo, però le tecniche di pesca con lenza leggera non sono poi così tante, o meglio quelle che pratico sono concentrate alla cattura di specifiche specie di pesci (spigole). Spesso l'azione di pesca è in certo luogo può essere portata con una tecnica perché quella tecnica nel tempo è stata quella che ha dato più risultati, ma allo stesso tempo può essere scelta perché in quel luogo permette di pescare nella maggior parte di situazioni meteo/marine, per ciò scegliere una tecnica al posto di un altra è molto importante specialmente se la scelta può diminuire i tempi morti, cioè come facilmente comprensibile più l'esca sta in acqua più possibilità ci sono di agganciare qualcosa. Un esempio se peschiamo ad una distanza intorno ai 7 mt. sarà sicuramente più pratico pescare con una bolognese da 7 mt. che con una inglese, questo perché con la bolognese non dobbiamo lanciare e se dobbiamo arrivare a profondità superiori alla lunghezza della canna con l'inglese dobbiamo pescare scorrevole. Le cose cambiano se l'azione di pesca si svolge su distanze che con la bolognese sono proibitive, sia per il lancio sia per il vento che con la sua presenza rende questa pesca difficile se non impossibile, ed è proprio la pesca all'inglese che risolve questi problemi.
Naturalmente pescando dalle scogliere è molto più facile che le condizioni richiedano l'uso di lenze più pesanti rispetto alla pesca nei porti, in particolare se si pesca sulle punte esposte a mare aperto, per questo dobbiamo mettere in conto il cambiamento di lenza che se necessario ci garantirà una corretta e più redditizia azione di pesca.
Per andare sul pratico, all'Argentario ci sono molti luoghi che ben si prestano alla pesca dalla scogliera, sia per le particolari condizioni di esposizione sia per le caratteristiche della zona, nel 90% dei casi la pesca all'inglese ( +2) ci garantisce un buon compromesso tra leggerezza e entrata in pesca però la presenza del vento e avvolte la forza del mare ci costringono ad abbandonare per impraticabilità. Gli stessi posti in alcuni casi si prestano all'uso della bolognese proprio quando la calma di vento e del mare é massima.

pesca ala spigola

  


Spigole a spinning
di Andrea Fusignani e Gionata Paolicchi

Un obbiettivo di questa stagione invernale per molti lanciatori è la spigola. Questo nobile predatore compie le sue scorribande avvicinandosi alla costa proprio in questi periodi, per approfittare della minutaglia che si avvicina alle acque costiere. I punti in cui la possiamo trovare molto facilmente sono le foci, i porti e le spiaggia.

In foce
Nelle foci le spigole trovano un habitat ideale, in quanto il rimescolamento di acque dolci e salate, apporta un grossa quantità di nutrimento che attira il pesce foraggio, e a sua volta viene predato, non solo dalle spigole, ma spesso anche da pesci serra e leccie amia.
Un altro motivo per cui ritroviamo le spigole nelle foci, è il fatto che sono l’habitat ideale delle ceche, ovvero le piccole anguille che dopo essere migrate dal Mar dei Sargassi alle foci, vi completano la metamorfosi in adulti, per poi ricompiere il cammino una volta adulti e riprodursi. La ceca è infatti una delle prede preferite della spigola, e spesso questa risale anche per molti chilometri in acqua dolce per predarle.


Dalla spiaggia

Nelle spiagge invece la spigola entra in caccia durante le mareggiate e soprattutto durante le scadute, rimanendo nel cavo dell’onda, e sferrando le cacciate ai malcapitati organismi che o vengono sballottati dalla corrente, oppure entrano in pastura per il rimescolamento del fondo.


Nei porti

Altro spot da non sottovalutare sono i porti, dove questi predatori entrano in caccia soprattutto di gamberetti e pesci che trovano rifugio nelle sue acque.
Bene distinti i nostri tre punti di “caccia”, passiamo a prendere in esame tutti e tre dal punto di vista piscatorio, ovvero attrezzature, approcci e condizioni migliori.

Tecniche di pesca

Partiamo con la foce, luogo magico. Il tratto in questione può essere battuto all’alba o dal tramonto fino a notte inoltrate, avendo cura di scegliere i momenti di alta marea, quando la presenza del serranide è sicura. Consiglio una canna sugli 8 piedi, due metri e quaranta circa, che lanci esche fino a 30 gr.
L’abbineremo ad un buon mulinello di taglia 2500-3000 caricato con dell’ottimo nylon dello 0.30 di diametro, oppure con del tracciato da 15-20 lbs. Come artificiali, i più catturanti sono risultati gli snodati in più sezioni (ottimo il Pinocchietto), appunto perché imitano una piccola anguillina, ma anche ottimi i Rapala Jointed, sia affondanti che galleggianti, nei colori, nero/bianco, blu/bianco, testa rossa e arancione. Ottimi anche gli ondulanti Abu Toby da 10 gr. argentati, i minnow da 11 a cm imitanti pesci foraggio.
Lanciamo a raggiera fino a coprire il tratto di foce in prossimità del rimescolamento delle acque, perché solitamente è lì che la spigola ha la sua zona di caccia, e recuperiamo con moderata velocità, aggiungendo delle jerkatine per dare l’idea di un pesce in difficoltà, che spancia.
A completamento di questa attrezzatura un buon paio di waders in neoprene, una torcia in testa e un guadino a manico corto, per poterci muovere in sicurezza, e un consiglio, andate sempre in coppia, perché in foce può capitare di tutto. Bene e ora spostiamoci nelle spiagge. Qui il nostro approccio cambia, dobbiamo eseguire lanci più lunghi, recuperi più veloci, e camminare molto.

La condizione migliore in cui può lavorare la spiaggia è la scaduta. La spigola come dicevamo prima ama intrattenersi nel cavo dell’onda per predare, ed è lì che dobbiamo indirizzare i nostri lanci. Qui più che in foce diventano indispensabili i waders, e l’uso di canne lunghe.
Spesso infatti la zona calda si trova a molti metri lontani dalla riva, e il fatto di avere canne lunghe da associarsi col fatto che possiamo entrare in acqua ci aiuta non poco. Come canne qui si sale sia come potenza (non è raro incrociare anche leccie e serra), che come lunghezza, direi che un buon compromesso lo troviamo in una 9’ che lanci fino a 40 gr. Abbiniamola ad un buon mulinello taglia 3000-4000 caricato con della treccia da 20 lbs o nylon dello 0.30.
Artificiali pesanti, pencil poppers, walking the dog, minnows da 13 a 15 cm, lanci nell’onda e recuperi veloci fatti di tante jerkate. Per gli artificiali di superficie recuperiamo e facciamogli fare più rumore possibile, spruzzi, scarti laterali saranno l’arma vincente. Indispensabile in questa situazione l’uso del Boga Grip o di un guadino, perché spesso in queste condizioni entrano anche i mostri, ovvero spigole dai 5 kg in su, che quando arrivano a riva sono tutt’altro che calme!!!!

E ora passiamo ad analizzare le acque calme del porto, dove la spigola entra per predare piccoli pesciolini e gamberi. E qui è, secondo me, uno dei posti più difficili, soprattutto perché le spigole sono molto spaventate e le ritroviamo nelle zone buie e sotto le barche. Qui servono lanci precisi e recuperi non troppo veloci, intervallati da brevissime pause e scarti laterali, in modo da simulare un pesciolino ferito, che si è accorto del pericolo e tenta di salvarsi.
Anche qui una buona canna sugli 8’ che possa lanciare 20 gr. ci aiuta a gestire bene la preda, lanciare con precisione, e soprattutto abbiamo la possibilità di stare lontani qualche metro dalla banchina per non insospettire il pesce con la nostra presenza. Mulinelli di taglia 2500 e un buon nylon del diametro dello 0.25. Qui la scelta degli artificiali cambia molto rispetto agli altri due ambienti, e sono da preferire le piccole imitazioni che assomiglino al pesce foraggio, quindi penso a cefaletti, latterini, ecc…
Ma ottime anche le colorazioni perlate e nere pancia rossa, e da segnalare anche i testa rossa, soprattutto il nuovo Princess della Yamashita Maria, che ha la particolarità di avere una pancia che a contatto con la luce si illumina mantenendo una scia luminosa e imitando grosso modo alcuni gamberi, i cui occhi di notte si illuminano.

Come dicevo prima lanciamo nella zona di buio del porto, è li che la spigola sferra i suoi attacchi, oppure con un lancio preciso sotto le barche ancorate, ottimi spot per il serranide. Un ultimo consiglio, spesso capitano serate di calma piatta, mentre ne possono capitare altre in cui faremo vere e proprie mattanze, soprattutto con esemplari di piccola taglia.
Io consiglio sempre di rilasciare almeno gli esemplari giovanili, con ancora le macchiette sul corpo, anche in pezzature grosse, perché ricordiamoci che una spigola con ancora queste macchiette, non si è riprodotta, e quindi togliamo dal mare un futuro riproduttore, che potrà permetterci in futuro di avere altri avversari da sfidare.

February 06

video sanpei

sanpei  il mito

Discussione su un anno di pesca supe bobo

  

 

Citazione

un anno di pesca supe bobo
   
View more entries